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Il verde Molise, fra preistoria, riserve della biofera, oliveti e tratturi 3/3


Numerosi sentieri facili e ben segnalati, alcuni percorribili anche da portatori di handicap, attraversano le due riserve gestite dal Corpo Forestale dello Stato.

Si attraversano splendide faggete, a quote più basse crescono anche cerri, aceri, carpini, frassini.

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Nel Centro visite di Montedimezzo un’interessante esposizione mostra le piante e gli animali delle due riserve. Nei pressi ampie gabbie e recinti ospitano la fauna che per diversi motivi non può essere rimessa in libertà: cervi, daini, tartarughe, rapaci.

Lungo uno dei sentieri di Colledimezzo si può attraversare la faggeta ed arrivare ad uno degli alberi monumentali italiani, soprannominato “Re Faione” un enorme faggio di circa 500 anni, un vero patriarca della foresta che misura 25 m di altezza e 6,40 di circonferenza.

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Re Faione

Un modo singolare di attraversare la regione è lungo i tratturi, le “autostrade verdi” percorse fin dalla preistoria dagli armenti delle popolazioni italiche, la cui economia era basata soprattutto sulla pastorizia. Per trovare foraggio per tutto l’anno compivano due migrazioni, in autunno dai monti dell’Appennino centrale al Tavoliere delle Puglie e in primavera di nuovo sui monti, seguendo i corsi dei fiumi Sangro, Biferno, Trigno. I principali sono il Celano-Foggia (207 Km), il Castel di Sangro-Lucera (127 km), il Pescasseroli- Candela (211 km), che attraversano l’intera regione. Sono stati utilizzati per le greggi fino agli anni 50 del secolo scorso, attualmente i capi vengono invece trasportati con i camion soprattutto per le lunghe distanze.

Recentemente i tratturi sono stati rivalutati e inseriti in percorsi naturalistici da farsirsi a piedi, in bicicletta o a cavallo. Sono ben segnalati lungo le carrozzabili e se ne possono percorrere brevi tratti o tratti più consistenti in un bel paesaggio ondulato di prati e boschi, senza grandi dislivelli.

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Nel Medioevo castelli e torri sorsero a difesa di paesi sorti lungo i luoghi di sosta, a volte su vecchi insediamenti sanniti come nel caso di Saepinum importante centro prima sannita poi romano.

Il paese di Capracotta a 1421 m slm è uno dei comuni più alti d’Italia ed è considerato il più nevoso. Frequentato per turismo estivo e invernale ospita un bel Giardino della Flora Appenninica (http://www.ortobotanicoitalia.it/molise/capracotta/). Fu istituito nel 1963 da un’idea del professor Valerio Giacomini, vi vengono conservate e tutelate le specie vegetali autoctone dell’Appennino centro-meridionale.

Articolo e foto di Alessandra Gaddini (non tutte)

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foto e articolo preso online


autore: Alessandra Gaddini


Info: http://www.anisn.it/nuovosito/verde-molise-preistoria-riserve-biofera-oliveti-tratturi/


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