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Il pontente Cardarelli


Il ponte sul fiume Sordo dell'ex 5.5. 85 venafrana (ora strada comunale), che da quel punto prende il nome di Via Occidentale, è intitolato al grande clinico Antonio Cardarelli

Ponte Cardarelli
Il ponte sul fiume Sordo dell'ex 5.5. 85 venafrana (ora strada comunale), che da quel punto prende il nome di Via Occidentale, è intitolato al grande clinico Antonio Cardarelli, nato a Civitanova del Sannio (IS) il 29 marzo 1831 e morto a Napoli gennaio 1927.
Il Cardarelli, appena laureatosi, divenne subito medico dell'Ospedale degli Incurabili a Napoli e iniziò l'insegnamento privato di medicina interna.
Fu il più insigne cultore dell'indirizzo nello studio della medicina basato sulla semeiotica e sullo studio anatomoclinico della medicina interna, di cui il Ramaglia, suo insegnante nella scuola medica napoletana, era considerato il fondatore.
Nel Dizionario Biografico degli Italiani vol. XIX pag. 764 edito dalla Treccani, il Cardarelli è cosi descritto: riesci ''..,con il suo acuto spirito di osservazione e con il rigore del suo ragionamento diagnostico a raggiungere con i mezzi più semplici le più alte vette dell'insegnamento clinico. Frutto della sua attività di clinico insigne furono numerose scoperte di sintomi e di nuove sindromi morbose, di cui alcuni portano ii suo nome''.
Dopo aver insegnato nell'ospedale degli Incurabili, passò all'Università di Napoli dove insegnò prima patologia speciale medica e dopo, dal 1893 al 1923, clinica medica. Scrisse molte opere, tra cui gli aneurismi dell'aorta (Napoli 1868).
Le malattie nervose e funzionali del cuore (Napoli 1882).
Lezioni sulle malattie del fegato e delle vie biliari (Napoli 1890), Nosografia della pseudoleucemia splenica dei bambini (Napoli 1890), La ipermegalia splenica con cirrosi epatica (Firenze 1900), Lezioni di patologia e clinica medica (Napoli 1907).
In dialetto il Ponte Cardarelli è chiamato dagli isernini Ponte della Previa, varie ipotesi si sono fatte per scoprire l'etimologia di questa parola.
Qualcuno ha detto che il termine ''preda'' derivi dal fatto che anticamente nei terreni vicini vi erano dei vigneti che producevano la famosa Uva Preda dagli acini molto grossi (dal latino praeciae o praetiae, arum) ricordata anche da Virgilio nelle Georgiche (2 - 95).
Altri vogliono far derivare il toponimo dalla parola prece = preghiera, che io escluderei non fosse altro che è un termine troppo dotto.
Secondo il mio modesto parere il termine deriva dal latino praeceps, praecepitis = a precipizio e in senso figurato precipizio; infatti il ponte è su un vero precipizio.
Il toponimo è presente anche in altri comuni (v. Roccamandolfi e Castelromano sulla seconda cinta muraria nella fortificazione sannitica, dove pure indica un precipizio).
I lavori di costruzione di questo ponte iniziarono nel 1892 e terminarono nel 1895; nel 1943 fu minato e distrutto dai Tedeschi in ritirata e nel dopoguerra fu immediatamente ricostruito come era prima, a due ordini di arcate sovrapposte.

Foto presa su Facebook di Angelo Lubrano‎ gruppo: COME ERAVAMO UNA VOLTA

autore: Claudio Varriano


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