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Dal sapore dolce e ammaliante: parliamo della cipolla di Isernia


Nello slang locale viene chiamata anche “cipolla di San Pietro”



La cipolla non è cipolla se non è quella di Isernia!
È già, è proprio quello che pensano e dicono gli isernini riguardo questo dono della natura.
Dai racconti dei nonni, degli zii e dei parenti più anziani si nota una certa malinconia e attaccamento a questo prodotto genuino ed unico come la cipolla bianca di Isernia.
In passato era ambita da tutti, tanto che ne fu istituita una vera e propria fiera per permettere agli abitanti dei paesi limitrofi ad Isernia, di venire a farne scorta per l’inverno. Il clima isernino perciò costituisce, ancor oggi, la condizione ideale per la coltivazione della cipolla bianca.
Si perde nella storia la prima edizione de “La fiera delle cipolle di Isernia”, ma ciò che conta davvero è che ancor oggi che se ne rinnovi la tradizione.
Scenografica per le montagne di cipolle sapientemente adagiate l’una sull’altra, ma soprattutto profumata: se ne percepisce il profumo sottile ed invitante!



La cipolla di Isernia ha la caratteristica della sua forma piatta e schiacciata, oltreché del profumo particolare. Di colore bianco e dal sapore dolciastro si adatta ad accompagnare molti piatti di pasta. Nella frittata poi ne poi … più ne metti più acquista sapore. Il suo sapore le permette di essere mangiata anche da sola, appena scottata, col pane. Il peso varia tra i 200 ed i 300 grammi: in media 100 cipolle pesano 25 chili.



In occasione della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo, quindi, ad Isernia si respira l’autentico profumo di questo prodotto unico ed indiscusso.
Nello slang locale viene chiamata anche “cipolla di San Pietro”: dalla tradizione, a cui si lega la definizione, si racconta della madre di San Pietro Apostolo che, dinanzi ad una donna affamata, fece un atto di generosità donandogliene una. Fu quello il suo unico gesto di solidarietà della sua vita.

Di recente, la città di Isernia ha sottoscritto il gemellaggio con la città di Tropea (Calabria), patria della cipolla rossa, a cui conclusione è stata un’immancabile degustazione delle due cipolle: una maxi frittata di 350 uova e 70 chili di cipolla.
E’ importante divulgare la cultura di questo piatto unico, così come accade per le specialità delle regioni italiane, ed incentivare anche la produzione e commercio della cipolla bianca di Isernia.




Articolo nostro, foto prese online




autore: Mariateresa Altieri


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